Quando il caschetto alato sorprese l’Europa…

Ci sono eventi sportivi che rimarranno per sempre scolpiti nella memoria dei tifosi. Quella dell’8 novembre 1991 è una data da segnare sui calendari di tutti gli appassionati milanesi, rappresentando, a distanza ormai di quasi tre decenni, una pagina di sport, di tifo e di passione unica nel suo genere. Poche settimane prima il Milano ha organizzato e brillantemente superato il proprio girone dei quarti di finale della Coppa Campioni. L’approdo in semifinale è di per se un traguardo storico: sono ormai lontani i fasti degli anni in cui le squadre milanesi erano invitate a mostrare il proprio valore in tutta Europa, vincendo trofei in tutto il continente. Il Milano è così di scena nel girone di Dusseldorf, dove oltre ai padroni di casa si trova a fronteggiare la Steaua Bucarest e, soprattutto, il TPS Turku. Affrontare nella gara inaugurale i campioni finlandesi, che si sono già candidati ad organizzare la finale, è un evento per tutto l’hockey italiano e una onorevole sconfitta sarebbe “festeggiata” quasi come un successo considerando anche che la dea bendata sembra aver voltato le spalle alla formazione di Lou Vairo, presentatosi all’appuntamento con diverse defezioni: Lavallee e Beraldo sono out per infortunio, Ciarcia è stato allontanato per motivi disciplinari mentre Ron Flockhart, una delle principali stelle del campionato nazionale, acquistato in estate anche in funzione dell’avventura europea, è a mezzo servizio per i problemi alla schiena che da li a poco lo costringeranno a chiudere anzitempo la carriera. All’ingaggio i rossoblu si presentano davanti ad un nutrito gruppo dei propri tifosi arrivati in Germania per celebrare il prestigioso traguardo raggiunto dal Milano e dall’hockey italiano. Pronti via e Keskinen porta in vantaggio i suoi. Potrebbe essere il gol che indirizza l’incontro, tuttavia la partita del Milano non cambia, inevitabilmente impostata sulla tenuta difensiva e sulla capacità di impostare veloci ripartenze offensive. In chiusura di primo periodo Priondolo sigla l’inaspettato pareggio dimostrando ai rossoblu di potersela giocare. Il lavoro di scouting messo a punto dal coaching staff meneghino – il secondo allenatore Karmanov era andato in Finlandia ad assistere ad alcuni match dei finlandesi – sembra dare i suoi frutti. Il Turku invece sembra aver sottovalutato l’impegno e fa fatica a trovare le contromisure. In avvio del secondo drittel Stewart realizza la rete del vantaggio mentre Carlacci e Foglietta siglano l’incredibile uno-due che stordisce il Turku sul finire del tempo. La reazione dei finnici si ferma alla rete di Makela che fissa il punteggio sul 4-2 che chiude l’incontro a favore del Milano, una vittoria impensabile alla vigilia della trasferta per tifosi e addetti ai lavori. Non per Vairo, che si era lasciato andare ad una previsione azzardata “Vittoria, 4-3”. Il Milano vince e sugli spalti comincia la festa, completata dalla squadra nei due giorni successivi con la sconfitta di misura contro il Deg Dusseldorf e la vittoria per 11-1 conquistata contro la Steaua Bucarest in un improbabile incontro mattutino. Il Turku è eliminato e deve rinunciare all’organizzazione della finale mentre i tifosi possono srotolare con orgoglio lo striscione “PRIMA DI NOI NESSUNO”. 

Per rivivere le emozioni di quella vittoria non ci resta che ascoltare la radiocronaca dei gol realizzata in diretta da Danilo Freri, opportunamente registrate da Riccardo Matassi

Goal Priondolo

Goal Stewart

Goal Carlacci

Goal Foglietta

Author: Claudio Nicoletti