Dal 1950 al 1959: anni d’oro

Quella degli anni Cinquanta, per successi e giocatori di valore sfoderati, rappresenta la decade d’oro dell’hockey su ghiaccio milanese. In chiave Nazionale il tutto viene impreziosito dalle tre vittorie conseguite nel Criterium d’Europa e dall’edizione cortinese dei Giochi olimpici invernali del 1956.

Parigi, 10 marzo 1951. Cerimonia d’apertura del Criterium d’Europa: Bolla il portabandiera, dietro da sinistra Federici, Agazzi e Innocenti.

Le squadre milanesi, prese a braccetto dai due club calcistici cittadini, collezionano sette scudetti e si aggiudicano per tre volte il torneo a inviti più importante d’Europa, quello che a Davos assegna la coppa Spengler.

31 dicembre 1950, terza Spengler dei Diavoli Rossoneri: da sinistra in piedi: Beaulne, Bedogni, Bestagini (ct), Martini, Federici, Domenico, Potucek, Rowse. Accosciati: Flores (dir,), Girard, Fresia, Mattavelli, Ott, Moos (pres.), Clerici (mass.) e Gerosa (dir.).


Davos, 30 dicembre 1953: Milano Inter in posa con la coppa Spengler, in primo piano Bolla e Agazzi.
Da sinistra: Nacka Skoglund (Inter) e Gunnar Nordhal (Milan) in versione hockeistica, a testimoniare il sostegno dei due club di calcio al disco su ghiaccio milanese.

Lo fanno scegliendo due strade diverse. I Diavoli Rossoneri privilegiano l’innesto di giocatori stranieri e mirano a tornei ed esibizioni all’estero. Anche il Milano ingaggia ottimi stranieri, ma arricchisce la sua rosa puntando sui giovani più promettenti del settore giovanile di Amatori e Bocconi. La scelta si rivelerà azzeccata e nel giro di qualche anno nascerà una linea offensiva che farà la storia del nostro hockey: la leggendaria Piranesi/ABC composta da Giancarlo Agazzi, Tino Crotti e Giampiero Branduardi.

La linea Piranesi: Agazzi, Branduardi e Crotti.

Tutto a gonfie vele fino al 1956, quando, dopo il Milan che lascia l’hockey nel 1954, anche l’Inter chiude ogni sovvenzione pro HC Milano. I costi stagionali troppo alti, la carenza di impianti artificiali con la conseguente scarsità di squadre in grado di partecipare al campionato nazionale (cosa che al contrario sta avvenendo negli altri paesi) e il decrescente interesse per le amichevoli internazionali, presentano un conto troppo alto da saldare. Solo l’intervento del presidente FISG Remo Vigorelli favorirà l’aiuto esterno di Angelo Moratti e Andrea Rizzoli, i patron di Inter e Milan promuoveranno una sottoscrizione per costituire il Milaninter HC erede della tradizione hockeistica cittadina che, con l’ennesima chiusura del portafoglio dei facoltosi calciofili, nel giro di due anni muterà la denominazione in Diavoli HC Milano.

Milaninter HC alla Coppa Pavoni del 1956; da sinistra in piedi: Tucci, Delfino, Branduardi, Guccione, GF Da Rin, Federici, Bedogni, F. Macchietto. Accosciati; Poeta, Crotti, Coletti, Bolla, Bucchetti e G. Oberhammer. In rossonerazzurro anche rinforzi cortinesi.
I Diavoli alla Spengler del 1958; da sinistra in piedi: Coletti, Bedogni, Branduardi, Andrea Lusena, Guccione, Agazzi, ? , Watson. Accosciati: Paracchini, Ceserani, Bolla, Nardi, Rabanser, Crotti

Quello che suona alla fine della decade è un serio campanello d’allarme, soltanto la passione di pochi e sinceri appassionati permetterà di allestire una squadra ancora competitiva, ma inevitabilmente costretta a fare i conti con l’emergente Cortina, sempre più agguerrito e sempre più affamato di vittorie.

AnnoCampionatoSpengler Cup
1949-50 HCMCampione d’Italiand
1949-50 DRNGirone qual.nd
1949-50 Amatori/Bocconind
1950-51 HCMCampione d’Italiand
1950-51 DRNGirone qual.
1950-51 Amatori/BocconiGirone qual.nd
1951-52 HCMCampione d’Italiand
1951-52 DRN
1951-52 Amatori/BocconiSerie Bnd
1952-53 HCMnd
1952-53 DRNCampione d’Italia
1952-53 Amatori/BocconiSerie Bnd
1953-54 HCMCampione d’Italia
1953-54 DRNnd
1953-54 Amatori/BocconiSerie Bnd